Danze meditative   Danze dei fiori di Bach   Danza orientale
 
Il metodo Feldenkrais®
 
 

Il mio orientamento nel proporre le danze in cerchio e la danza orientale

La danza è sempre stata, fin dall’antichità e in ogni tradizione, un modo per celebrare i cicli della vita e delle stagioni, per stare insieme negli eventi importanti, e un modo anche di pregare. Le antiche danze femminili, (danze in cerchio e danze pelviche), avevano il potere di risvegliare le forze della natura, la fertilità di Madre Terra, ma anche di richiamare i doni del Cielo. La danzatrice diviene così il collegamento tra Terra e Cielo e la danza è un vero rito magico. Ho sempre amato questo aspetto delle danze, in cui la tensione animica che si crea porta ad un’apertura verso dimensioni trascendenti in sintonia con l’archetipo della “Grande Madre”.

Danziamo attraverso i simboli: i quattro elementi, il sole, la luna, i fiori, la stella, la spirale... usando musiche di diversi Paesi e di ogni tipo. Si danzano anche  i Fiori di Bach su musiche della Lettonia, Estonia e Lituania. Ci si muove, con semplici passi, attorno a un Centro di Luce, che rappresenta la Fonte di Vita, e il cerchio è il nostro cammino.

Nei miei corsi propongo tematiche che risveglino tale consapevolezza.

Serafina Franzoso

 

 
Danze meditative

Le danze meditative, create da Bernhard Wosien, vengono danzate in cerchio, con una gestualità precisa che utilizza simboli quali la spirale, la croce, la stella, la ruota, il cerchio, il labirinto, il petalo di un fiore, l’onda, ecc… creando così dei mandala in movimento. Certe danze vengono dal patrimonio delle danze tradizionali di tutto il mondo, recuperando così un’eredità del passato. Altre danze sono ispirate da correnti contemporanee, testimonianza di evoluzione e di trasformazione. Esse parlano una lingua universale  non verbale, quella dei miti e dei simboli e ci aiutano nel nostro cammino interiore, riconnettendoci con il flusso della Vita. La danza in cerchio è una delle forme più antiche di espressione corporea: tutti i partecipanti si orientano verso un centro comune creando un campo di forza che supera di gran lunga l’energia di ogni singolo partecipante e che si rafforza di danza in danza, grazie all’armonia del movimento e al valore simbolico delle forme che si creano via via.

Essa non prevede improvvisazioni o libere interpretazioni: imparare passi precisi impegna la mente cosciente nel qui e ora, liberandola da pensieri estranei. Una volta che i movimenti (molto semplici) sono stati interiorizzati, ci si muove all’unisono  con il gruppo in uno stato di coscienza più elevato. L’uso di modalità espressive del corpo, come la danza, facilita lo sviluppo psichico, sociale, cognitivo ed affettivo dell’individuo per promuovere un processo di integrazione tra corpo, mente, emozioni e spirito; la coscienza del corpo e dei gesti in armonia con gli altri si può definire meditazione in movimento.

Nascita della danza meditativa

Fondatore di questa forma di meditazione è Bernard Wosien che attorno agli anni trenta, attratto dai “linguaggi non verbali” musica e danza, ricercava nella vita la propria vocazione che mettesse in sintonia corpo, anima e mente dentro a queste forme espressive.
Dopo aver visitato molti paesi dove, musica e danza era connessa alla loro cultura e tradizione, in Grecia riuscì a sperimentare la danza in cerchio assieme al movimento della creazione e all’unione con il cosmo: nel 1976 nasce la “Meditazione della danza”. Arrivata in Italia grazie ad un'insegnante olandese, la Danza meditativa agisce direttamente sulla vita emotiva e non è indirizzata alla mente; il suo effetto curativo compare quando si sperimenta il proprio “io” e ci si avvicina a percepire sempre più chiaramente, i propri sentimenti e desideri più profondi.

La danza meditativa: il mio centro è...

La Danza Meditativa si svolge prevalentemente in cerchio, antico simbolo di unità che esprime “la totalità della psiche e la globalità della natura” (Jung “L’uomo e i suoi simboli”). “Il cerchio rappresenta la perfezione e la continuità. Gli anelli degli alberi sono concentrici e la nostra vita è racchiusa in un cerchio. Il cerchio è il principio e la fine, al suo interno passano gli avvenimenti  piccoli e grandi della nostra vita. E’ la perfezione assoluta della coscienza che delimita il terreno delle nostre possibilità. Più il cerchio è grande, più la nostra visione si avvicina al mistero del mondo.” (Battaglia).

Il continuo ruotare intorno al centro è il modello archetipo fondamentale della nostra vita ed è il modello basilare della danza. Mentre ci muoviamo, creiamo l’energia vitale che permette di contattare le nostre emozioni, di ascoltare il corpo nei semplici movimenti ripetuti fino a quando la mente abbandona il suo potere al ritmo della musica e alla gestualità, attivando un meccanismo naturale di esperienza non verbale. Il lavoro che precede la danza meditativa sulla percezione e consapevolezza corporea, connettendosi al respiro e ai punti centrali d’energia, permette di entrare dentro al cerchio costituito da eventi, emozioni, esperienze, con altre persone.

E’ così che avviene, in maniera dolce e non aggressiva, il graduale contatto non invasivo dell’altro, lasciando che il corpo guidi in quel momento il rapporto emozionale di relazione con la persona che danza con noi. Inoltre esiste un forte collegamento fra ritmi di danza e ritmi biologici come battito del polso, respiro, onde cerebrali, ormonali e ciclo del sonno che favorisce la guarigione a un livello psichico profondo. Grazie alla continuità e ripetitività dei movimenti del corpo, al sincronismo con il resto del gruppo e alla responsabilità consapevole di vivere nel presente, la danza meditativa diventa forma espressiva di ascolto di noi stessi in relazione alla vita intima, sociale e spirituale nel qui ed ora.


 
Danze dei fiori di Bach

Sono  38  danze in cerchio corrispondenti ai 38 rimedi floreali del dr. E. Bach.
Ogni danza si riferisce a un fiore e ne ripropone  l’effetto armonizzante.
Le danze dei fiori di Bach sono state collegate ai movimenti di antiche danze popolari dei Paesi Baltici da
Anastasia Geng, e la loro validità è stata riconosciuta da  Mechtild Scheffer, autrice di importanti testi  sui rimedi floreali.


 
Danza orientale

Movimenti fluidi della colonna vertebrale, sollecitazioni della muscolatura pelvica, radicamento, consapevolezza del proprio centro e del respiro… L e figure di questa danza gioiosa permettono di esprimere l’energia dei quattro elementi: terra, acqua, fuoco, aria e di  risvegliare la  “Dea “ in ciascuna donna. Dalla tradizione delle danze sacre e rituali dell’antichità  all’espressione autentica della sensualità, per entrare in contatto con le proprie energie profonde.

“La danza del ventre è l’espressione artistica che trae origine dalle danze rituali eseguite per celebrare la figura femminile sin dall’antichità  e per esprimere i sentimenti interiori, come simbolo di gioia e fecondità, in ricordo dell’antico mito della Grande Dea Madre.”

Movimenti  sinuosi, rotondi, a volte scattanti. In sintonia  con le vibrazioni musicali, il busto si inarca, il bacino è in primo piano. E si ha una nuova percezione di sé. Tutti i benefici di un ritmo che è l’essenza stessa del femminile. In occidente la conosciamo come “danza del ventre”, ma in realtà si tratta di un ricco insieme di stili di danza dai molti nomi, che fanno parte della cultura mediorientale. Frequentando un corso serio si scopre qualcosa di totalmente diverso da ciò che viene spesso propinato ai turisti, qualcosa che si rivela prezioso perché è una danza che insegna  un linguaggio del corpo poetico e intensamente espressivo, molto sensuale ma per nulla ammiccante o volgare. Del resto lo scopo di questa danza  mediorientale in origine non era affatto la seduzione. Le sue radici affondano nelle danze rituali che nell’antichità celebravano il culto delle divinità femminili del bacino del Mediterraneo e, anche quando perse il significato originario, rimase sempre un’espressione di gioia tra donne, una celebrazione della femminilità.

Successivamente, l’affermarsi di culture più patriarcali l’ha stigmatizzata e repressa, ma è stata ugualmente tramandata e reinventata nei secoli fino a diventare patrimonio etnico delle popolazioni del sud del  Mediterraneo, fino in Turchia e parte della Grecia.

L’occidente scoprì l’esistenza di questo mondo nell’Ottocento, grazie a viaggiatori francesi orientalisti e fece subito di questa danza  il simbolo di una sensualità orientale da sogno. Al di là delle volgarizzazioni turistiche, al di là dei diversi stili e nomi che questa danza ha assunto nei vari paesi, è rimasto comunque intatto il legame antico, profondissimo, tra i  suoi movimenti e la natura  stessa del corpo di donna. Ed è proprio questo  che la rende preziosa per  la salute femminile, sia fisica che psicologica. Innanzitutto permette di  ritrovare un’identità femminile forte. Praticarla  permette di acquistare fiducia  nella propria femminilità, abbandonandosi a gesti che permettono di entrare in contatto con le proprie energie femminili in un modo  graduale, morbido, che non spaventa.

Pur essendo una danza spontanea, legata all’interpretazione personale, richiede una notevole disciplina del proprio corpo, una tecnica precisa. Alla base di tutto c’è una ginnastica dolce e completa, che insegna a muovere non solo il bacino, ma tutte le parti del corpo dando un ottimo controllo della propria muscolatura, compresa quella che molte non sanno di avere. Sbloccare il bacino è fondamentale per ritrovare la corretta postura della colonna vertebrale. Grazie alla flessione delle gambe, quasi continua, cosce e glutei diventano più tonici, mentre la presa di coscienza dei muscoli addominali  profondi  aiuta la regolarità dell’intestino e del ciclo mestruale.

È molto utile anche durante la gravidanza e la menopausa.
Non è richiesta nessuna preparazione o attitudine specifica e non ci sono limiti di età.


  • Bernhard Wosien
    Prussiano,1908-1986, creatore delle danze meditative, studioso di teologia e di danza, solista e coreografo a Berlino e poi insegnante e ricercatore, inserisce le danze in cerchio come strumento di pedagogia di gruppo. Sviluppa metodi di movimento ed espressione terapeutica nella ricerca di una modalità adeguata ai bambini vittime di disturbi comportamentali.
    Nel  1976, con la figlia Maria Gabriele,  viene invitato presso la comunità di  Findhorn (Scozia) da Eileen e Peter Caddy;  nascono così le danze in cerchio con il nome di “Danze Sacre” , nome mantenuto ancora oggi in Gran Bretagna.  Si sviluppano invece  in modo diverso nel nord Europa, dove vengono insegnate da Wosien  che le adatta alla cultura dei vari Paesi e sono conosciute come “Danze   Meditative”.

  • Anastasia Geng
    Di origine lettone, ha creato il collegamento tra le danze dei Paesi Baltici e i Fiori di Bach, sperimentandone il notevole effetto terapeutico.

  • Joyce Dijkstra
    Olandese di nascita, naturopata a orientamento psicoanalitico, danzapedagogista, allieva di  M. G. Wosien e di Anastasia Geng, ha portato le loro danze in Italia.
    Autrice del libro “Nella danza sei tu. La spiritualità e la cura  nelle danze Meditative” -   il segno dei Gabrielli editori.